lifestyle Peltuinum

Lo Zafferano dell’Aquila è emozione, esperienza, impegno ed esclusività oltre che bontà per il palato, calore per la vista e risorsa curativa dei danni alla retina portati da malattie dell’età che avanza.
Ora la sfida è quella di di coniugare la tradizione di una spezia antica con le nuove frontiere della biotecnologia. In questo senso è necessario investire in ricerca e sviluppo e noi lo stiamo facendo con accordi con università di tutto il mondo ed in particolare con l’Università dell’Aquila. Il risultato del processo innovativo è il  “lifestyle Peltuinum”. I nostri valori sono rimasti sempre gli stessi nella volontà di accompagnare i nostri clienti nell’esperienza culinaria e curativa dello Zafferano dell’Aquila. In tutti i casi, la Peltuinum vuole creare momenti di felicità, a tavola e nella vita di tutti i giorni.

L’Aquila Saffron is emotion, experience, engagement and exclusivity as well as goodness for your taste, sight and heat source of healing damage to the retina diseases carried by advancing age. Now the challenge is to combine the tradition of an ancient spice with the new frontiers of biotechnology. In this sense it is necessary to invest in research and development and we are doing with agreements with universities around the world and in particular with the University of L’Aquila. The result of the innovation process is the “lifestyle Peltuinum”. Our values ​​have always remained the same in their desire to accompany our customers in the experience of culinary and curative Aquila Saffron. In all cases, the Peltuinum would like to create moments of happiness, at the table and in everyday life.

Pier Paolo Visione
Amministratore – CEO

Pubblicità su Style Country del Corriere della sera

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Questo mese siamo usciti con una pubblicità cartacea su Style Country del Corriere della sera. Lo slogan è “Da secoli un’esperienza sensoriale unica”. – This month we went out with a printed advertisement on the Corriere della sera Country Style. The slogan … Continua a leggere

Il video presentato a Telethon 2011: un fiore di Zafferano

Un fiore di Zafferano Le malattie genetiche della vista: dallo zafferano una possibile cura. I fotorecettori — le cellule nervose che trasformano la luce in segnali elettrici per il cervello — sono dei gioielli, che la natura ha perfezionato nel corso dell’evoluzione. Cellule sofisticate ed esigenti, i fotorecettori hanno un metabolismo intenso che richiede moltissimo ossigeno. Con gli anni, però, il meccanismo tende a incepparsi e l’ossigeno da vitale che era può diventare tossico per queste cellule, fino a provocarne la morte: è quello che avviene in diverse forme di cecità senile, ma anche — a causa di difetti genetici — in maculopatie ereditarie come la sindrome di Stargardt.
Attualmente non esiste cura per queste patologie: nel frattempo, però, molti ricercatori come Silvia Bisti dell’Università dell’Aquila e Benedetto Falsini del dipartimento di Oftalmologia e Otorinolaringoiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, si sono chiesti se e come sia possibile contrastare il danno da ossigeno e rallentare così il processo degenerativo. Per ritardare il più possibile la perdita della vista, ma anche per dare il tempo alla scienza di trovare strategie di cura definitive. Lo zafferano sta dando ottimi risultati clinici e Telethon ha finanziato un progetto di ricerca. Regia del film di Filippo Soldi per Telethon 2011.

http://www.youtube.com/watch?v=lPeSTpOSvSc

Mezze maniche alla ricotta con Zafferano dell’Aquila

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Oggi siamo ospiti della Trattoria Il Giaguaro dell’Aquila. Un’istituzione della ristorazione aquilana. Maurizio, uno dei proprietari, ci accompagnerà nella preparazione delle mezze maniche alla ricotta e zafferano. Maurizio con una bustina da 1 grammo di Zafferano dell’Aquila della Peltuinum. Gli … Continua a leggere

Telethon 2010 – Malattie genetiche della vita. Dallo zafferano abruzzese una possibile cura

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Silvia Bisti si definisce una ricercatrice di base: nella sua vita professionale ha sempre studiato gli occhi, per andare a fondo dei meccanismi che ci fanno vedere e che con l’età o in alcune malattie si inceppano. Quando parla dei … Continua a leggere

Influence of Saffron Supplementation on Retinal Flicker Sensitivity in Early Age-Related Macular Degeneration

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Influence of Saffron Supplementation on Retinal Flicker Sensitivity in Early Age-Related Macular Degeneration Invest. Ophthalmol. Vis. Sci.December 2010 vol. 51no. 12 6118-6124 Benedetto Falsini1,2, Marco Piccardi1,2, Angelo Minnella1, Cristina Savastano1, Ettore Capoluongo3, Antonello Fadda4, Emilio Balestrazzi1, Rita Maccarone5 and Silvia Bisti5,6,7 Author Affiliations … Continua a leggere

Investigative Ophthalmology & Visual Science – Saffron supplement mantains morphology and function after exposure to damaging light in mammalian retina

Rockville (USA), Marzo 2008 – In recent years, the impact of nutrition on the manifestation and progression of retinal diseases has become an important and controversial topic.
The antiapoptotic characteristics of the major components of saffron and its role in oxygen diffusibility made it of interest for conditions that affect retinal photoreceptors. In the paper are reported data showing that prefeeding with saffron provides striking protection against the death of photoreceptors induced by exposure to continuous bright light.
All experiments were performed in compliance with the Animal Care and Use Committee guidelines and in accordance with the ARVO Statement for the Use of Animals in Ophthalmic and Vision Research.
Stigmas of saffron (L’Aquila Saffron; Antica Azienda Agricola Peltuinum, Prata D’Ansidonia, Italy) were dissolved in water to obtain a suspension, and 1 mg/kg was directly offered every day through a syringe.
Investigative Ophthalmology & Visual Science (IOVS), www.iovs.org,  is an official journal of the Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO), an international organization whose purposes are to encourage and assist research, training, publication, and dissemination of knowledge in vision and ophthalmology.


Il Sole 24 Ore – Agrisole – Zafferano, un raccolto raro e prezioso

Roma (di Laura Formica) Nome e aroma evocano profumati bazar mediorientali, ma lo zahfran di qualita’ viene prodotto in una piccola area di circa 8 ettari nella poco esotica provincia dell’Aquila. Se non e’ il migliore in assoluto – gli contende l’ambito titolo quello della regione iraniana del Khorasan – certamente lo zafferano della piana di Navelli, che da quest’anno ha ottenuto il riconoscimento del Dop, gode di prestigio internazionale per le sue eccezionali qualita’. Quello della piana di Navelli si distingue per l’alto contenuto in safranale, per l’elevato potere colorante e per le maggiori dimensioni dei bulbo-tuberi. Frutto di un microclima particolare ma anche di una pratica colturale diversa da quella di altre zone produttive, come spiega Pier Paolo Visione, amministratore dell’Antica Azienda Agricola Peltuinum. “Gli agricoltori – dice – intervenendo periodicamente sul ciclo di vita dello zafferano evitano il naturale e graduale rimpicciolimento dei bulbi lasciati nel terreno; con le concimazioni naturali li riportano alle normali dimensioni e con una selezione annuale dei bulbo-tuberi li rendono immuni da alcune malattie, favorendo al tempo stesso la conservazione dei preziosi caratteri morfologici e fitochimici”. E’ quindi la coltura annuale – contrapposta a quella poliennale di altri Paesi come la Spagna, la Grecia, l’India, che lasciano i bulbo-tuberi nel terreno dai 3 agli 8 anni – il segreto che fa dello zafferano dell’Aquila da oltre settecento anni il piu’ selezionato del mondo e percio’ il piu’ pregiato. Ma se la qualita’ e’ rimasta inalterata nel corso dei secoli o e’ addirittura migliorata grazie alle selezioni, la quantita’ ha subito drastiche riduzioni: dai 4.000 kg del 1.450 ai 430 degli inizi del ’900 per finire ai circa 50 kg di oggi. Una forte contrazione che trae origine dalla lavorazione stessa del prodotto tutta completamente artigianale. I fiori vengono raccolti uno a uno nelle prime ore del mattino, quando sono chiusi. Poi i filamenti, esili e leggerissimi, vanno staccati con attenzione dall’interno del fiore. Infine si procede all’essiccazione dei filamenti che perdono circa i quattro quinti del loro peso. Risultato: per produrne un chilo e’ necessario raccogliere circa 150mila fiori, e occorrono piu’ o meno 500 ore di lavoro. Non sorprende quindi che il prezzo (oggi 15 euro al grammo) dello zafferano si sia sempre mantenuto elevato. Una quantita’ consistente dello zafferano dell’Aquila viene prodotto dall’altra azienda che si puo’ fregiare del marchio Dop, la Cooperativa della piana di Navelli, nata nel 1971, “per contrastare gli effetti di una politica di svendita attuata dalla Spagna”, spiega Silvio Sarra presidente della Cooperativa. E cosi’ 45 produttori decisero di unire le loro forze per non abbandonare una produzione storica e pregiata. Attualmente sono in 80 e con una superficie totale di 4 ettari dedicata allo zafferano producono poco piu’ di 40 kg che vendono a rivenditori e privati. “Oggi – sottolinea – gli acquirenti sono soprattutto italiani, ma vorremmo ricominciare a esportare verso la Germania come facevamo prima”. Ma lo zafferano dell’Aquila oltre che una gioia per i buongustai e’ anche un prezioso alleato per la salute perche’ ha mille volte piu’ carotenoidi della carota e con una buona resistenza termica (con la cottura non se ne abbassa il contenuto).  Alla ricerca applicata, effettuata da enti pubblici specializzati e orientata a evidenziare gli effetti benefici dello Zafferano dell’Aquila sta collaborando l’Azienda Peltuinum. “I primi risultati ottenuti dall’Universita’ dell’Aquila – spiega Pier Paolo Visione – e in particolare dalla facolta’ di Medicina, dimostrano scientificamente i benefici che lo Zafferano dell’Aquila arreca alla retina contro i danni da luce”.

Lo “Zafferano dell’Aquila” di Sergio Pappalepore terzo in Australia

Il quadro dell’artista aquilano Sergio Pappalepore, “Lo Zafferano dell’Aquila”, vince il terzo premio del XII Concorso Internazionale A.L.I.A.S. – Melbourne, Australia – 2004. Il quadro è stato commissionato dall’Antica Azienda Agricola Peltuinum.