Risultati eccezionali sugli effetti dello Zafferano dell’Aquila Peltuinum nella retina.

13 March 2008 – 12:36 am

Saffron Supplement Maintains Morphology and Function after Exposure to Damaging Light in Mammalian Retina

Authors: Rita Maccarone, Stefano Di Marco e Silvia Bisti

From the Department of Science and Biomedical Technology, University of L’Aquila, L’Aquila, Italy; ARC Centre of Excellence in Visual Science, Canberra, Australia; and the Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (INBB), Rome, Italy.

PURPOSE. To test whether the saffron extract (Crocus sativus L.) given as a dietary supplement counteracts the effects of continuous light exposure in the albino rat retina.

METHODS. Three experimental groups of Spragueawley rats were used.
Experimental animals were prefed either saffron or carotene (1 mg extract/kg/d) before they were exposed to bright continuous light (BCL) for 24 hours. Flash electroretinograms (fERGs) were recorded in control and treated rats the day before and 1 week after light exposure. At the end of the second recording session, the animals were killed and the retinas were quickly removed, fixed, cryosectioned, and labeled so that the thickness of the outer nuclear layer (ONL) could be analyzed. Changes in protein level and cellular localization of fibroblast growth factor (FGF)2 were determined by Western blot analysis and retinal immunohistochemistry, respectively. In a second series of experiments, rats were killed at the end of light exposure, and the amount of apoptotic figures in the ONL was assessed by terminal transferase-mediated deoxyuridine triphosphate (d-UTP)-biotin nick-end labeling (TUNEL). BCL induced DNA fragmentation, characteristic of dying cells, almost exclusively in the photoreceptor layer. The rate of photoreceptor death induced by BCL is expressed as the frequency of TUNEL-positive profiles per millimeter.

DIET SUPPLEMENTATION
Stigmas of saffron (L’Aquila Saffron; Antica Azienda Agricola Peltui- num, Prata D’Ansidonia, Italy) were dissolved in water to obtain a suspension, and 1 mg/kg was directly offered every day through a syringe. Animals learned easily to suck directly from the tip. A similar procedure was adopted for -carotene (extracted from Dunaliella salina by Norbiotech Chile S.A. la Tirana, Iquique, Chile) dissolved in olive oil; the daily dose was 1 mg/kg.

RESULTS. The photoreceptor layer was largely preserved in saffron-treated animals because it was the fERG response. In addition, the rate of photoreceptor death induced by BCL appeared drastically reduced in treated animals. In carotene prefeeding experiments, morphologic analysis showed preservation of the ONL similar to that obtained with saffron prefeeding, whereas the fERG response was unrecordable. Western blot analysis showed that exposure to light induced a strong upregulation of FGF2 in control and carotene reated rats, but s no change was noted in saffron-treated rats.

CONCLUSIONS. These results show that saffron may protect photoreceptors from retinal stress, maintaining both morphology and function and probably acting as a regulator of programmed cell death.

Fonte: HYPERLINK
http://www.iovs.org/cgi/content/abstract/49/3/1254

 

Ratatouille preferisce lo Zafferano dell’Aquila

18 October 2007 – 12:34 am

C’è l’eclettico Thomas Keller dietro alle delizie preparate dal Ratatouille in uno dei film più belli dell’anno.Il grande chef californiano, infatti, ha offerto al regista Brad Bird lo spunto necessario per realizzare tutte le scene all’interno della cucina: dal celeberrimo e pluristellato French Laundry di Napa Valley allo schermo della Disney il passo è stato breve. Per il film di casa nostra è stato contattato un altro grande chef: Gualtiero Marchesi, maestro indiscusso della cucina italiana. E forse è proprio lui ad aver definito lo Zafferano dell’Aquila come il migliore al mondo in assoluto. Senza tentennamenti sulle varie denominazioni si rende onore alla spezia che ha fatto della città dell’Aquila uno dei centri più importanti per il commercio dello zafferano e non nel medioevo. Un topo, un ristorante, una grande passione: ecco gli ingredienti che fanno di Ratatouille un sicuro successo della Disney.

L’Enea decifra i geni dello zafferano

10 October 2007 – 12:33 am

Un consorzio italiano guidato da ENEA, con la collaborazione dell’Universita’ di Napoli, ha decodificato i geni espressi dello zafferano, si tratta del ‘trascrittoma’ (ovvero la parte espressa del genoma) dello zafferano. Lo zafferano, coltivato gia’ dagli antichi Cretesi (che la usavano come pianta medicinale e alimentare) fra il 3.000 e il 1.600 a.C, arricchisce di colore e aroma molti piatti tipici italiani (come il risotto alla milanese). Il croco appartiene alla famiglia delle Iridacee, il cui genoma e’ molto grande. La ricerca si e’ concentrata sul sequenziamento di geni espressi negli stimmi e sono stati individuati oltre 1.800 geni nuovi, molti dei quali controllano la formazione dello stimma e la sintesi delle sostanze colorate ed aromatiche ivi contenute. Questa ricerca, oltre a permettere una migliore comprensione delle proprieta’ organolettiche e medicinali dello zafferano, permettera’ una miglior difesa delle produzioni tipiche italiane di questa spezia. Inoltre, e’ uno dei primi esempi al mondo di studi di genomica e bioinformatica applicati a una spezia. I risultati della ricerca possono essere consultati nel sito: http://www.saffrongenes.org/.

I bulbi della Peltuinum in Sicilia nelle campagne di Marianopoli

2 August 2007 – 12:32 am

Anche quest’anno, dopo il 2004, il Comune di Marianopoli sceglie i bulbi dell’Antica Azienda Agricola Peltuinum per attuare il programma di reimpianto dello zafferano nelle terre del comune di Marianopoli, nella provincia di Caltanisetta. La scelta della giunta comunale si basa su una ricerca storica dello storico M. Amari il quale nella sua “Storia dei musulmani di Sicilia” riporta il viaggio di IBN HAWQAL e ABU ALI’, i quali affermavano che “lo zafferano vi germogliava spontaneo”. E’ da presumere che i viaggiatori del X e XI secolo d.C., muovendosi da Palermo verso l’interno della Sicilia, percorressero l’antica trazzera tutt’ora oggi esistente, denominata “Palermo-Messina montagne” e che pertanto abbiano a quel tempo vistole coltivazioni dello zafferano nel territorio del comune di Marianopoli. E’ da tenere presente che la trazzera sopra nominata, diramandosi verso Messina, Siracusa, Agrigento, proprio nelle vicinanze di Marianopoli si triforcava in località ” Funnacazzu”, dov’era posta una importante stazione del cambio dei cavalli.

Visita studio dell’Istituto Alberghiero di Stato di San Benedetto del Tronto

27 May 2006 – 12:30 am

Sabato 27 maggio una rappresentanza dell’Istituto Alberghiero di Stato di San Benedetto del Tronto è giunto a Prata D’Ansidonia, presso l’Antica Azienda Agricola Peltuinum, per una visita studio sullo Zafferano dell’Aquila DOP.